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Mafia

di Giorgia Soresina

Qualche settimana fa, una signora siciliana mi disse “la mafia non è altro che criminalità organizzata: da noi in Sicilia la chiamiamo mafia, in Puglia si chiama sacra corona unita, in Campania camorra, in Calabria ‘ndrangheta… voi, al nord come la chiamate?” alla domanda risposi “mafia” ma ammetto che mi colse del tutto impreparata. Non avevo mai guardato la cosa in questi termini, la mafia per me è sempre stata criminalità organizzata sì certo ma è sempre stata qualcosa di “universale” in tutta Italia. Sacra corona unita, camorra etc erano dei “filoni” della mafia ma non organizzazioni ben distinte, erano organizzazioni che facevano tutte parte della Mafia Spa. Parlammo della seconda guerra mondiale periodo nella quale la mafia già esisteva (anche se nessuno la chiamava così), i padrini allora erano latifondisti che sedavano le dispute tra contadini ma alcuni di loro erano già sbarcati in USA e sembra che l’esercito americano quando sbarcò in Sicilia chiese aiuto proprio alla mafia. La nostra liberazione, la nostra democrazia iniziò con la mafia. Molti giornalisti e molti storici asseriscono che gli americani misero i mafiosi in posti comunali, regionali, altre persone invece credono poco a questi racconti; fatto stà che da allora la mafia non fu più una mafia “contadina”. Da una parte si armò, dall’altra iniziò la sua ascesa in politica. Raramente quando si parla di mafia riesco a pensare alla mafia come un organizzazione scissa e distinta dalla politica. Se è vero che gli americani durante la “guerra fredda” non volevano in Italia un governo comunista, è pur vero che la mafia in quegli anni votava DC e dava il suo appoggio alla Democrazia Cristiana. Ricordo che tanti anni fa un amico mi disse “quando abitavo in Sicilia, nel mio paese tutti votavamo DC, non c’era nessuno che per un motivo o per l’altro votasse qualcosa di diverso”. Quando si pensa alla mafia, viene quasi istintivo pensare alla Sicilia eppure andando indietro tra i miei ricordi, penso alla mia città di origine, in Lombardia, e la mafia negli anni 80/90 c’era anche lì. L’unica differenza era che in Sicilia facevano morti, in Lombardia affari e soldi. Forse faceva comodo stare nel silenzio, fingere che la mafia fosse solo un organizzazione siciliana. Iniziò a muoversi qualcosa alla fine degli anni ’80 con il lavoro di Falcone e Borsellino, con il maxi processo , noi italiani iniziammo a chiamare questa organizzazione mafia, ci fu chi la studiò, chi cerco di combatterla… ma morirono tutti. Le morti di Falcone e Borsellino sono quelle che la gente si ricorda meglio, ma tante persone morirono prima di loro e le morti dei due magistrati non fecero altro che “chiudere” un cerchio da una parte, dare il segnale eclatante della guerra allo stato italiano, mentre dall’altra lo stato sembrò dimenticarsi della mafia. Venne arrestato Totò Riina, in concomitanza con la fine della prima repubblica italiana. Ebbi l’impressione che fossero cambiati i vertici dello Stato e i vertici della mafia, quasi contemporaneamente. Certo era una mia sensazione personale, ma una sensazione che è rimasta indelebile nel tempo. La mafia da allora rimase in silenzio, invisibile, l’opinione pubblica sembrò dimenticarsene fino all’arresto di Bernardo Provenzano, dove qualcuno parlò nuovamente di mafia. Il perché la mafia per tanti anni fosse stata in silenzio forse era dovuto solo al fatto che fosse forte, che avesse interessi economici in tutta Italia da difendere e tuttora incuriosisce il suo attuale silenzio.

Se si legge “Cose di cosa nostra” di Giovanni Falcone così come moltissimi altri libri che parlano di mafia, si capisce come la mafia sia particolarmente complessa e come sia ben difficile da combattere. A noi i TG fanno passare che la mafia non ha più capi, a me è difficile crederlo. Pochi mesi fa è stato pubblicato un libro: “I complici” scritto da Lirio Abbate e Peter Gomez. Doveva essere un libro sulla mafia ed è diventato un libro sulla politica collusa alla mafia, i partiti non citati nel libro si contano su una mano, si evidenzia la “simpatia” di Riina per la DC e la “simpatia” di Provenzano per il PCI e si arriva ai giorni nostri con processi ancora in corso. Non si sa quale tasto “sbagliato” abbiano toccato gli autori, ma di certo Lirio Abbate è stato minacciato di morte, un avvertimento con una bomba messa sotto la sua auto. Ora vive sotto scorta, eppure la cosa non ha avuto molto risalto nei vari TG, lo ha avuto su ben pochi quotidiani. Strano! Una persona che viene minacciata di morte si deduce abbia detto qualche verità “scomoda”. E mentre un giornalista vive ancora sotto scorta, i TG ci dicono che la mafia non ha più capi. Se con l’arresto di Lo Piccolo, la mafia non ha più capi, vuol dire che la mafia è finita? Non credo! La mafia va ben oltre la Sicilia, va ben oltre i contadini che parlano in dialetto che ci fanno vedere in TV…. La mafia non ha confini, non ha colore politico, parla perfettamente italiano e spesso anche qualche lingua estera, si veste firmata e continua a fare affari.

Posted on lunedì, marzo 3, 2008 at 12:23AM by Registered Commenterfr in | Comments9 Comments | References1 Reference

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    di Giorgia Soresina Qualche settimana fa, una signora siciliana mi disse ?la mafia non � altro che criminalit� organizzata: da noi in Sicilia la chiamiamo mafia, in Puglia si chiama sacra corona unita, in Campania camorra, in Calabria ?ndrangheta? voi, al nord come la chiamate?? alla domanda risposi ?mafia? ma ammetto ...

Reader Comments (9)

la mafia si ritirò dopo la morte di Falcone. perché allora perse il consenso di tanti italiani.
ma ha sempre continuato a lavorare e i capi ci sono e ci saranno sempre, se certi politici vanno al potere (p.e. Berlusconi).

bella riflessione.

marzo 3, 2008 | Unregistered CommenterJOY

E' vero che la Mafia vota DC -anzi votava DC- oggi pare voti per altri movimenti cattoloci, vedi l'Udc di Casini-Cuffaro. Ho scritto che i rituali di iniziazione delle mafie nazionali hanno spesso elementi sacri, e sembra l'avallo dei santi... Non sapevo che Provenzano avesse simpatie comuniste, ma anche se fosse resta un'eccezione nell'universo mafioso che ben sfrutta la segretezza del confessionale ed altri simboli cattolici, vedi la bibbia di Riina, pare perfino annotata di proprio pugno dal latitante.

marzo 4, 2008 | Registered Commenterfr

Tra i tanti, quando io penso all'intreccio malavita-politica, mi viene in mente il democristiano Gava, non so perché, ce ne sono stati di peggiori.
Eppure io penso a Gava.
Ciao.

marzo 4, 2008 | Unregistered CommenterAmfortas

Conosco Peter Gomez è un bravo giornalista d'inchiesta. Comprerò il libro che tu citi perché l'argomento mi intriga. Ciao

marzo 5, 2008 | Unregistered Commenterportalapizza

e ora come continuiamo con la mafia? :)

Come la combattiamo?

marzo 10, 2008 | Unregistered CommenterLune

@Joy: concordo con te

@FR: per quanto riguarda Provenzano più che di simpatie credo che si possa parlare di interessi economici, le Coop Rosse gli interessavano molto. Dal momento che la DC aveva voltato le spalle alla mafia (per non scoprirsi troppo), non solo compirono delitti eccellenti per far capire allo stato che comandavano loro ma cercarono altri partiti che potessero supportarli. Non credo che i santini anziché la Bibbia siano rilevanti (anche nella strage di Erba è spuntata la Bibbia), alcuni mafiosi non risultano essere praticanti e nemmeno molto credenti da ciò che so. Ai partiti da te elencati non dimenticare di aggiungere UDEUR=Campanella, personaggio che procurò i documenti falsi a Provenzano per andare in Francia ad operarsi e legato al clan dei Mandalà. Personalmente credo che vederla legata ad ambienti cattolici sia un errore, perché al di là dei rituali che si sono tramandati nel tempo e che possono aver perso il "valore" iniziale, perché la si trova in ogni ambiente.

@Portalapizza: Sì Gomez è molto bravo, come giornalista mi piace moltissimo Saverio Lodato che sull’argomento ha scritto davvero molto.

@Lune: combattere la mafia? Come disse Buscetta in un’intervista che rilasciò a Saverio Lodato (e che diventò un libro) non si può combattere la mafia se non c’è la reale volontà politica di farlo, si dicono tante parole ma poi credo che a fatti la voglia sia ben poca. Quando furono trasmessi il "Capo dei capi" e "L’ultimo padrino" ci furono politici che andarono contro la messa in onda delle fiction, la scusa fu che alcuni giovani potevano prendere ad esempio i protagonisti delle fiction a mio parere invece si tende a "non parlare" di mafia, come se non esistesse più.

marzo 10, 2008 | Unregistered CommenterGiorgia

Spesso i termini mafia/mafioso vengono utilizzati con grande frequenza e imprecisione nel linguaggio comune. L’opinione della signora siciliana (mia conterranea) è totalmente impropria. La collusione tra mafia e politica è un asse portante e distinto rispetto ad altre organizzazioni criminali. Non esiste mafia, infatti, senza complicità e fiancheggiatori, politici corrotti compresi. La mentalità mafiosa, la cultura e la struttura organizzativa su cui si fonda la mafia e la sua influenza sul territorio, ne fanno un fenomeno assolutamente distinto. Nella banda di Vallanzasca o nella banda della Magliana non c’erano certamente gli uomini d’onore, uno status specifico che si conquista e si mantiene secondo regole ferree. La mafia occupa gli spazi che lo Stato lascia vuoti, diventa un’alternativa credibile per coloro che hanno sete di potere e di ricchezza. Si può avere una mentalità mafiosa senza essere un criminale ed è questo aspetto che rende verosimilmente indistruttibile la mafia! Poteri politici ed economici collaborano con la mafia per reciproca convenienza, costruendo legami quasi indissolubili nel tempo. Combattere la mafia sarebbe come voler pretendere di combattere l’ignoranza! E’ onirico! Certo devi combatterla, ma non la estirpi! Stabilire che la mafia è dormiente o scomparsa è come stabilire che non esiste più la corruzione. Cambiano i vertici e le strategie e la mafia continua a esistere. Lo Stato non è stato capace di proteggere i suoi servitori, così come non è all’altezza di sconfiggere la mafia. Beato chi crede il contrario…

luglio 17, 2008 | Unregistered CommenterALESSANDRO

Quindi la mafia è un problema di mentalità, il codice d'onore che sta a monte di tutto? L'organizzazione viene fondata su questo 'primo articolo' che nessun associato dovrà mai violare. Ma implicitamente esso incontra i favori e la cultura di ogni siciliano. E' giusta la mia interpretazione del tuo pensiero? Ho notato che i sicialini della diaspora, quelli che sono fuggiti dalla sicilia sono persone integre e corrette. Mi chiedo: è per questo che sono fuggite?

luglio 20, 2008 | Registered Commenterfr

Concordo con te che la mafia organizata esiste ma questa mafia che e' la piu' potente al mondo da trent'anni a questa parte,non capisco il motivo,fa altro che parlare,infatti purtroppo abbiamo potuto constatare dalle intercettazioni dai licenziamenti e dai arresti,se non che processi,ancora oggi parlano.Che fare parlare?

ottobre 28, 2008 | Unregistered Commenterautores

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