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Guerra e pace

di Gianluca Pesaresi

Quando mi sono messo a pensare che cosa scrivere su questo argomento, sono andato in confusione. Parlare di Haiti, delle Tigri Tamil, del Kurdistan Turco? Approfondire già una guerra nota come l’Iraq, o dare visibilità ad una guerra di cui non si parla mai come quella della Thailandia del Sud o quella algerina?
Parlare di una delle guerre ufficiali che sono ventinove oggi nel mondo o di una delle guerre non ufficiali? Che forse sono altrettante, per esempio il Tibet.
Basterebbe snocciolare statistiche, sarebbero, da sole, abbastanza agghiaccianti, infatti dalla fine della seconda guerra mondiale, ci sono stati più morti in guerra che nelle due guerre mondiali mondiali insieme.
Due guerre mondiali non sono bastate a dissetare questa umanità.
Non c’è una guerra mondiale, ma il mondo è in guerra, il mondo è pieno di guerre, tanti piccoli focolai, preavviso di un incendio di vaste proporzioni? Non ho la risposta o forse sì e non mi piace ammetterlo.
Il menù di morte nel mondo è vastissimo e nauseante: guerre religiose, guerre economiche, guerre preventive, guerre razziali, guerre per mantenere influenza in zone strategiche e guerre per il controllo di crocevia strategici delle materie prime.

Ma chi sono oggi i morti in guerra?
Quelli uccisi da una mitragliatrice o da una bomba?
Quelli uccisi da un atto terroristico?
Possono essere considerati uccisi da una guerra tutte quegli esseri umani, che perdono la vita per un gesto non considerato bellico?
Sono morti di una guerra chi muore a causa del silenzio complice?
I morti per qualche azione non effettuata?
Un no di un consiglio di amministrazione di una casa farmaceutica, che provocherà milioni di morti nel mondo, non è un atto violento tanto quanto una dichiarazione di guerra?
Che differenza c’è tra chi lancia un missile e chi a tavolino decide chi ha diritto di vivere e chi no?
Accordarsi con stati dittatoriali per fermare l’immigrazione (Libia, Tunisia), che useranno qualsiasi mezzo lecito e non, per fermare i disperati, non è un atto di aggressione verso quegli sfortunati? Un estremo atto per sottomettere chi cerca una speranza?

La guerra è una cosa mostruosa e mostruosamente ha una capacità diabolica di cambiare forma, come un virus mutante, ma in tutte le sue forme rimane letale, letale per i morti che provoca e fertile per l’odio che semina e germinerà altre guerre.
Guerre per la fame, guerre per le medicine, guerre per i diritti dei lavoratori..
Che differenza c’è tra chi dichiara una guerra e chi a tavolino prende decisioni che provocano morte?
La pace è così distante per l’umanità, riusciamo ad uccidere non solo con la guerra, riusciamo ad uccidere anche con le decisioni che sembrano “pacifiche”.
Come possono capire quelle morti chi le subisce?
Finché ci saranno morti ingiustificabili la pace si allontanerà sempre di più, fino ad diventare quella che è oggi un irraggiungibile chimera.

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Immagine presa da http://it.peacereporter.net/upload/immagini/img1/mondo/MappaConflitti.jpg

Posted on sabato, gennaio 17, 2009 at 12:10AM by Registered Commenterfr in | Comments6 Comments

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Reader Comments (6)

La pace è una chimera perché ancora l'uomo non ha imparato a guardare dentro si sé per tirare fuori quegli aspetti che permettono di mettere da parte interessi particolari e specifici (di un singolo o di una parte) in favore del benessere collettivo.

Quando si giungerà a forme di socialità e di solidarietà che precludano ogni forma ingiustizia, sopraffazione, disparità sociali ed economiche?

Forse la meta è ancora molto lontana (troppo), ma io voglio credere che un giorni si potrà (e si dovrà) raggiungere.

gennaio 17, 2009 | Unregistered CommenterSalvatore Pettineo

Molto vero. Che la guerra guerreggiata, diciamo pure la guerra armata sia solo la punta dell'iceberg, o meglio una sola tra le sue molte incarnazioni è, ahimè, una realtà dura da accettare, ma irrefutabile. Hai fatto bene a guardare anche questo lato della medaglia, la parte meno in evidenza ma altrettanto grave - e forse anche più grave perché chi spegne vite senza mettere neppure in gioco la sua è oltreché malvagio, vile.

gennaio 18, 2009 | Unregistered Commenterfabrizio

Certo che a leggere questi articoli non ci si tira su di morale.
Anche il tuo pezzo coglie un aspetto molto inquietante, diciamo le guerre invisibili, e spinge a riflessioni non banali.
Ciao.

gennaio 21, 2009 | Unregistered CommenterAmfortas

mi è piaciuto molto questo tuo fare domande.
mi è piaciuto perchè penso (spero, dovrebbe) che stimoli in noi una riflessioni proprio sul perchè delle tue domande, e cosa possiamo fare noi, cittadini...

mi è piaciuto molto anche il tuo inizio in cui fai presente che ci sono molte più guerre nel mondo, di quanto il TG ne parli.

ma ho un suggerimento: io avrei fatto una nota ed avrei fatto capire cosa intendi con le case farmaceutiche. Salpetti ne scrisse una volta un interessantissimo articolo che fa capire di cosa stai parlando. Non tutti purtroppo sanno di queste "MAFIE".

gennaio 23, 2009 | Unregistered CommenterLune

Un aspetto che molto raramente viene preso in considerazione è quello dell' "onda lunga" delle guerre.
Le ripercussioni nelle generazioni successive.
La seconda guerra mondiale oltre all'olocausto ha comportato l'acquisizione di capitali ebraici ingenti da parte di gruppi di nazisti che dopo il conflitto ha usato quei capitali per finanziare le loro "nostalgie" mai sopite. Un esempio sono i gruppi di neonazisti e naziskin che brulicano un pò ovunque e che nelle intenzioni degli "sponsor" servono a mantenere il divario economico tra ceti sociali mediante la lotta - anche violenta - alle sinistre e a coloro i cui interessi essa difende. Capitali usati per creare un' "egemonia" sotterranea finalizzata ad uccidere la mobilità sociale e impedire a chi ha visto sottrarsi quei capitali di poterli un giorno recuperare. Si pensi al dopoguerra e all'arruolamento nelle fila dei servizi americani di ex gerarchi nazisti con la motivazione di combattere le nazioni del patto di Varsavia che rappresentavano con l'ideologia comunista l'antagonista naturale a quella egemonia. I figli di coloro che detengono quei capitali ereditano oltre ai capitali stessi quell' "egemonia" che si traduce nel porre in essere quei comportamenti - politici, economici, culturali - per conservare senza conseguenze il maltolto fino ai nostri giorni. Basterebbe guardarsi intorno e accorgersi della presenza ovunque di quel modello egemonico. Basterebbe partire dalle famiglie e vedere tutti quei fratelli o sorelle diseredati a vantaggio di loro fratelli o sorelle consanguinei perchè quel modello si è diffuso e ha generato emuli propagandosi fino a noi dal dopoguerra di padre in figlio.
A titolo introduttivo è consigliabile vedere un telefilm della serie: "Kojak" dal titolo: "Assassino a piede libero".

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webmaster di www.kilombo.org.

gennaio 25, 2009 | Unregistered CommenterCypherinfo

Il titolo americano del film Tv è: "The Bejarus file" del 1985 con la partecipazione di Max Von Sidow.

Cypherinfo
webmaster di www.kilombo.org.

gennaio 25, 2009 | Unregistered CommenterCypherinfo

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